Playoffs Preview: the start of the title race




Questa sera avrà inizio quella parte di stagione che tutti gli appassionati NBA aspettano con ansia da settembre: i Playoffs. Terminata la regular season, con un appassionante e caotica corsa ai PO, e fissato il tabellone della postseason, le 16 squadre qualificatesi si daranno finalmente battaglia per la conquista del titolo. Ora, premessa la spettacolarità in sè dell’evento, quest’anno ci si possono aspettare ulteriori emozioni, con qualche franchigia “spacciata” che si imporrà su quelle più favorite , o la scena sarà dominata dai soliti volti?

Visti gli accoppiamenti, si può affermare che quest’anno si possano vedere delle belle battaglie, con i risultati che potrebbero non essere così scontati. Ma, senza dilungarci in inutili presentazioni di chissà che tipo, passiamo subito all’analisi delle varie serie.

 

Eastern Conference

Toronto Raptors (#1) vs Washington Wizards (#8)

I canadesi arrivano dalla miglior stagione nella storia della franchigia (59-23) e durante tutto l’arco della regular season hanno dimostrato grande solidità e una buona chimica di squadra. Dall’altra lato troviamo la franchigia capitolina, giunta ai Playoffs dopo una stagione decisamente non esaltante e sotto le aspettative (lo scorso anno chiusero al 4° posto ad Est), con una certa discontinuità nelle prestazioni, in particolare nelle diverse gare in cui è venuto a mancare John Wall a causa di un infortunio.

Con gli scontri stagionali in perfetta parità (2-2) e dei roster che non sono condizionati da infortuni (anche se tra le fila dei Raptors Fred VanVleet è alle prese con un dolore alla spalla), sembra che ci siano tutti gli ingredienti per vedere una serie equilibrata. Con i pronostici che la danno come favorita, Toronto per portare a casa il passaggio del turno non deve fare altro che continuare il lavoro svolto durante tutta la stagione, cercando di lavorare di squadra e con solidità su entrambe le metà campo, con Lowry e DeRozan nelle vesti di trascinatori ed una panchina che, se in grado di ripetere le fantastiche prestazioni stagionali, sarà l’arma in più. Per quanto riguarda Washington invece, sono due i fattori che potrebbero incidere sull’approdo alle semifinali di conference: la condizione di John Wall e la “bad habit” dei Raptors ai Playoffs. Premettendo un aiuto valido dai compagni di squadra, in primis da Bradley Beal, sarà la star con il n°2 il vero ago della bilancia, con Wall che dovrà cercare di rimanere su livelli da All-Star e di dare continuità alle prestazioni. L’altra carta in mano ai capitolini è rappresentata dai blackout che hanno dimostrato di avere i Raptors nella postseason durante le scorse stagioni. Se Lowry e DeRozan dovessero calare e la panchina dovesse giocare in maniera contratta, ecco che allora peri Wizards si aprirebbero le porte del passaggio del turno.

Boston Celtics (#2) vs Milwaukee Bucks (#7)

Serie decisamente interessante quella che vede contrapposte Celtics e Bucks. Boston è riuscita ad ottenere il secondo posto in classifica nonostante un roster dilaniato dagli infortuni, mentre  per Milwaukee è stata una stagione abbastanza tumultuosa, con alcune difficoltà a livello di gioco e un cambio di allenatore, ma l’obbiettivo postseason è stato centrato senza troppe difficoltà.

Anche in questo caso gli scontri stagionali sono si annullano (2-2), ma la lista di giocatori dei Celtics in infermeria potrebbe risultare decisiva per il risultato finale della serie. Boston dovrà fare a meno di Gordon Hayward, Kyrie Irving e Daniel Theis, con Marcus Smart che tornerà disponibile solo intorno al 27 aprile, e sarà quindi costretta a schierare una squadra decisamente giovane ed inesperta. Coach Stevens dovrà sperare che i suoi ragazzi riescano a mantenere la solidità difensiva che li ha caratterizzati lungo tutta la stagione, cercando poi di trovare un efficiente produttività in attacco: se i giovani riusciranno a gestire la crescente pressione che i Playoffs mettono addosso, rimanendo concentrati e magari sfruttando la fame di gloria (e il noto pride) per fare quel salto in più, allora Boston avrà le sue possibilità di accedere al secondo turno. Tuttavia, se l’inesperienza e la tensione dovessero giocare un brutto scherzo s Tatum e soci, andremmo incontro ad un big upset. I Bucks di certo non sono delle comparse e cercano di sicuro un riscatto dopo l’eliminazione al primo turno dell’anno scorso, quindi non ci poteva essere preda migliore di una franchigia condizionata dagli infortuni e in mano a giovani inesperti. Contando su un roster sano, il protagonista principale sarà sicuramente Giannis Antetokounmpo, al quale spetta il compito di scardinare la difesa dei Celtics, ma un ruolo importante spetta anche ai signori Bledsoe e Middleton, armi offensive essenziali ai Bucks. L’aspetto che però potrebbe realmente essere decisivo è quello della difesa: Milwaukee non è assolutamente stata perfetta durante questa stagione e sarà necessario alzare l’asticella per pensare di poter proseguire la propria corsa, stando attenti in particolare alla lotta sotto le plance.

Philadelphia 76ers (#3) vs Miami Heat (#6)

Scontro che mette a confronto due squadre, due stili completamente diversi. Da un lato abbiamo dei giovani 76ers, con solo due veterani che hanno avuto esperienze ai Playoffs, impostati su un gioco di rapida esecuzione e che trova le sue basi nella metà campo difensiva. Dall’altro abbiamo degli Heat decisamente più meccanici e lenti nel proprio gioco, ma con a disposizione una squadra decisamente abituata al clima della postseason.

Per l’ennesima volta gli scontri stagionali non sono di nessun aiuto (2-2), quindi entrambe le franchigie giocheranno a viso aperto senza aver in testa alcun tipo di “pregiudizio”. I 76ers se vogliono passare il turno non dovranno fare altro che trasportare il loro magico momento dalla regular season ai Playoffs. Con un magico duo costituito da Simmons ed Embiid (Joelone però salterà almeno Gara-1), la solidità di giocatori come Redick e Covington e un sesto uomo come il nostro Marco Belinelli, aggiungendoci pure l’esser la terza miglior difesa della Lega, la favorita non può che esser Philadelphia, la quale avrà il destino della postseason nelle proprie mani. Se il momento di forma rimane quello degli ultimi mesi, allora abbiamo una mina vagante in grado di sconvolgere qualsiasi previsione. In sostanza, Miami non sembrerebbe aver voce in capitolo, anche se un modo per mettere in crisi i 76ers ci sarebbe: dettare il ritmo partita costringendo gli avversari a giocare molto lentamente, sfruttando poi la profondità del proprio roster per creare rotazioni fastidiose. Molte squadre ai Playoffs diminuiscono il numero di giocatori coinvolti nei cambi, ma Miami deve far l’esatto opposto, cercando il miglior adattamento alla varie situazioni di gioco che proporranno i 76ers. Le possibilità di passare il turno però sono davvero poche.

Cleveland Cavaliers (#4) vs Indiana Pacers (#5)

Rematch dei Playoffs dell’anno scorso, con i roster leggermente modificati. I Cavaliers hanno fatica lungo tutta la stagione a trovare un buon ritmo partita e facendo molta, davvero molta difficoltà in fase difensiva, mentre i Pacers, guidati dall’esplosione di Victor Oladipo, sono senza dubbio una delle più grandi sorprese della Lega, con un attacco molto prolifico ed una difesa davvero energica.

L’anno scorso ad Indiana non andò particolarmente bene, subendo un netto sweep, ma come anticipato, anno nuovo, roster nuovi: i Pacers negli scontri stagionali hanno sfruttato alla perfezione le difficoltà dei Cavaliers, imponendosi 3 volte su 4. Questo dato potrebbe comunque essere del tutto inutile, dato quello a cui ci ha abituato LeBron James, ma i Cavaliers devono stare davvero attenti. La squadra di coach Lue deve assolutamente trovare equilibrio e solidità, evitando i bruschi e numerosi alti e bassi avuti all’interno di una stessa partita durante questa stagione. Kevin Love e JR Smith sono i sorvegliati speciali, coloro che dovranno più di tutti dare una mano a James, ma sarà anche molto importante la costruzione di una chimica di squadra. E’ impensabile infatti che siano solo 3 giocatori a prendersi sulle spalle tutte le responsabilità: ecco che quindi sarà interessante vedere quale ruolo Hill e Hood da titolari e Nance Jr e Clarkson dalla panchina. Per quanto riguarda i Pacers invece, beh quest’anno si prospetta una grande occasione. Se Cleveland non dovesse alzare la propria asticella, ad Indiana basterebbe cercare di mettere in atto il piano tattico visto durante la stagione: difesa aggressiva ed energica e ripartenze veloci in contropiede, cercando di cogliere impreparata la difesa avversaria. Ovviamente servirà anche grande solidità a livello realizzativo, con Bogdanovic e Turner a dar una mano ad Oladipo. Vedremo inoltre se la panchina riuscirà a contribuire in qualche modo, con Stephenson e Sabonis su tutti, e se, soprattutto, assisteremo ad un miglioramento di un fin qua deludentissimo Thaddeus Young.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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