Justise Winslow

L’universo di Justise Winslow: il futuro degli Heat passa (anche) per le sue mani

With the fifth pick in the 2003 NBA Draft, the Miami Heat select Dwyane Wade, from Marquette University.”

26 Giugno 2003, quel giorno si è rivelato essere uno dei più importanti della storia per la franchigia della Florida. Nessuno, nemmeno Pat Riley, poteva immaginare ciò che di lì a poco sarebbe successo. Quattordici anni, tre titoli e innumerevoli record personali; dopo però, anche la love story tra Dwyane Wade e i Miami Heat si conclude. Tutte le storie, anche le più belle, hanno una loro fine, e quella tra gli Heat e “Flash” non è finita come ci si aspettava, infatti la guardia migliore della storia di Miami dopo i dissidi con Riley e la dirigenza ha deciso di accasarsi a Chicago, nella città dove è nato e cresciuto.

With the tenth pick in the 2015 NBA, the Miami Heat select Justise Winslow, from Duke University“. Le parole di Adam Silver riecheggiano ancora nella testa dell’esterno ex Blue Devils, con un sentimento misto tra la gioia dell’esser stato scelto, la consapevolezza di esser sceso sotto le aspettative e la voglia di smentire chi ha passato il suo nome. Il campione NCAA 2015 è approdato in una franchigia che appena l’anno prima aveva disputato le Finals, e nonostante l’assenza di LBJ, aveva mantenuto un buon roster in cui trovare spazio non sembrava essere per niente facile.

Il giovane Justise è stato selezionato sostanzialmente per la sua grandissima attitudine difensiva, qualità che ha consentito a coach Spoelstra di poterlo utilizzare con continuità già dal suo primo anno. Winslow infatti ha giocato per 25 minuti a partita tenendo di media 6.4 punti, 5.2 rimbalzi e 1.5 assist, con il 27% da 3 punti e il 50% dal campo, numeri che gli hanno permesso di entrare nel secondo quintetto dei migliori rookie dell’anno. Le percentuali però non lasciano scampo, è inutile sottolineare ulteriormente come la decima scelta abbia molte difficoltà nella metà campo offensiva: Winslow, infatti, è stato “battezzato” dal proprio avversario nel 25% delle sue conclusioni, segnando solo il 36% dei tiri presi senza difensore davanti. Troppo poco per un giocatore che vuole emergere in questa lega.

Con l’addio di Wade e i problemi di salute di Chris Bosh, le responsabilità offensive di tutti gli altri componenti del roster degli Heat aumentano sensibilmente, e Winslow l’ha capito. Per non farsi trovare impreparato ha lavorato sul suo jumper sia dalla media che dalla lunga distanza, ciò gli garantirà ovviamente un minutaggio maggiore, con coach Spoelstra che potrà schierarlo in campo in qualsiasi situazione di gioco e di risultato. Il ragazzo ha una grandissima etica del lavoro, questo dovrebbe portarlo entro un paio d’anni ad essere un ottimo giocatore anche in attacco. Il primo paragone che salta all’occhio è quello con Kawhi Leonard, preso dagli Spurs per le sue doti di specialista difensivo e migliorato in attacco fino a diventare un serio candidato per il titolo di MVP. Questo è ovviamente ciò che i tifosi Heat sperano anche per il loro pupillo.

La stagione di Miami passa quindi anche per le mani di Winslow. La franchigia della Florida dovrà lottare per un posto ai Playoff in una più che mai competitiva Eastern Conference, e se l’ex Duke riuscisse a portare le sue percentuali da oltre l’arco intorno al 35-37%, le difese non potranno più abbandonarlo sulla linea dei tre punti, e l’area si dovrà aprire. Questo porterà spazi per tutti, soprattutto per il pick and roll Dragic-Whiteside che potrebbe essere un rebus infinito per le difese. I miglioramenti però non sono scontati, se non dovessero essere sostanziali e Justise dovesse attestarsi ancora intorno alle cifre della passata stagione, potrà esser ancora battezzato dal diretto marcatore e per gli Heat si creeranno seri problemi di spaziature.

Da essere specialista difensivo e aver tempo per crescere a trovarsi sulle sue spalle parte del futuro di una franchigia, tutto in un paio di mesi. Benvenuti nell’universo di Justise Winslow.



Nato nel 2001 e appassionato di basket dal 2011, quando ho visto il mio idolo LBJ perdere contro un altro grandissimo come Dirk Nowitzki. La mia citazione preferita è di Micheal Jordan: " limits, like fears, are often just an illusion.


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