Patrick Beverley e Lonzo Ball

Le 10 domande che tutti si pongono su questo avvio di stagione




Ci siamo ormai lasciati ufficialmente alle spalle il primo mese di Regular Season NBA, quindi, anche se è ovviamente ancora presto per dare verdetti definitivi, è giunto il momento di trarre le prima conclusioni. Per questo ci siamo riuniti in tre (Giorgio Di Maio, Kevin Brunetti e Michele Sarda) attorno a un tavolo per cercare di rispondere alle 10 maggiori domande che fino ad oggi hanno animato i dibattiti riguardanti l’NBA. Non tergiversiamo oltre però e cominciamo subito!

1. Quali sono le prospettive dei Cleveland Cavaliers dopo un avvio ricco di problemi?

Giorgio Di Maio – Le Finals, ovviamente. Non vedo come possano esserci in grado di impensierirlo quando la palla comincerà a scottare ai playoffs. Boston è una buona squadra, ma già con Hayward non sarebbe stata probabilmente in grado di batterli, senza hanno poche speranze, probabile un 4-1/2 onorevole. Gli Wizards potrebbero rappresentare una sorpresa in un possibile matchup contri Cleveland, ma non sono abbastanza forti per poter puntare all’upset. I Raptors ai PO entrano in una spirale di tristezza e i Bucks sono ancora troppo acerbi per poter competere. L’avvio di stagione è stato putrido, specie dal punto di vista difensivo, e non sono troppo d’accordo con la narrazione che vuole LeBron aver giocato “in ciabatte” quest’inizio di stagione, almeno, non eccessivamente. I margini di miglioramento si chiamano Isaiah Thomas e first pick dei Nets, ma nutro dubbi su entrambi. Su Thomas nutro dubbi dal punto di vista fisico (giocatori di quell’altezza che subiscono infortuni all’anca sono parecchio a rischio) e sopratutto difensivi, dato che a mio modo di vedere è un downgrade di Irving su entrambi i lati del campo. La first pick dei Nets sarebbe tradabile ma i Cavs la terranno per quest’estate come assicurazione in caso LeBron scelga i caldi lidi californiani.

Kevin Brunetti – Difficile descrivere l’avvio dei Cavs, quello che però è praticamente certo è che si è trattato soltanto di un momento negativo. Magari ai nuovi innesti serviva qualche partita di rodaggio, se così si può dire. Fondamentalmente però l’unico obiettivo per una squadra che a roster ha la quantità di talento che hanno questi Cavaliers deve essere il raggiungimento delle NBA Finals. Onestamente non li vedo ancora (avranno davvero altre chance?) pronti per competere contro un gruppo completo come quello dei Golden State Warriors, ma realisticamente chi ad oggi ha una minima chance se non loro? Con tutto il rispetto per Boston Celtics e Houston Rockets, ovviamente.

Michele Sarda – La mia impressione è che LeBron non abbia ancora nemmeno messo la terza, e che, al di là delle speculazioni sulla prossima free agency, questa squadra, guarda un po’, vada dove la porta il Re, e il Re sembra viaggiare con il pilota automatico. Non so se sia per mantenere le forze ed esplodere nella seconda parte di stagione o perché la mole senza precedenti dei minuti passati in campo sta iniziando a pesare su quel corpo irreale. Quello che so è che l’atteggiamento di LeBron influenza i Cavs sotto ogni aspetto in maniera determinante: chimica di squadra, attitudine difensiva, propensione al sacrificio. La mia previsione è che navighino a vista fino alla seconda parte di stagione, quando LeBron alzerà l’intensità quel tanto che basta per finire al secondo posto a Est, e per scontrarsi con Boston in finale di Conference (che spero vada a gara 7).



Tifo Roma, Virtus Bologna e Chicago Bulls, quindi, se volete regalarmi qualche trofeo fate pure.


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