LaVar Ball avrebbe scritto questo articolo meglio di me




ATTENZIONE: quello che segue è un articolo sarcastico che narra delle vicende che hanno portato la famiglia Ball su tutte le prime pagine dei rotocalchi sportivi americani. Niente di ciò che ho scritto è da prendere seriamente, e comunque LaVar Ball avrebbe scritto quest’articolo meglio di me.

Come molti di voi sapranno, LaVar Ball è il giocatore di basket più forte della storia, padre del futuro giocatore più forte della storia e di altri due figli che diventeranno sicuramente il secondo e il terzo giocatore più forte della storia. LaVar ha quattro fratelli (LaFrance, LaValle, LaRenzo e LaShon) ed è nato nel 1968 a South Los Angeles, un ghetto di quelli seri, dove la gente si ammazza per strada e il sole non splende mai. Quand’era giovane avrebbe sicuramente fatto a pezzi Michael Jordan 1 vs 1, ma dinamiche circostanziali han fatto sì che questo epico scontro tra titani rimanesse sempre solo nella testa di LaVar che puntualmente, tutte le notti negli ultimi trent’anni o giù di lì, si è svegliato tutto sudato appena dopo aver spezzato le caviglie a His Airness con un rapidissimo crossover.

Lonzo e LaVar Ball, le stelle della famiglia americana del momento

Lonzo e LaVar Ball, le stelle della famiglia americana del momento

E’ sposato con Tina, da cui hanno avuto tre figli: Lonzo, LiAngelo e LaMelo, delle sorte di Qui, Quo e Qua in salsa cestistica formatisi all’High School di Chino Hills – sobborgo di Los Angeles, a metà strada tra Pasadena e San Bernardino – dove sono considerati alla stregua di divinità. Mentre i due più piccoli guidano ancora gli Huskies di Chino – perché una squadra californiana dovrebbe chiamarsi Huskies, tra l’altro? – Lonzo gioca già da un anno per UCLA, una delle più gloriose università della costa ovest, alma mater tra gli altri di Kareem Abdul-Jabbar, Jason Kidd, Russell Westbrook e Kevin Love, e si è dichiarato per il Draft NBA 2017 dove a meno di clamorose scelte dovrebbe essere la seconda scelta assoluta (qualcuno ha detto Los Angeles Lakers?).

Ovviamente una famiglia così potente – come tutti i film di spionaggio e mafia ci hanno sempre insegnato – si sarà sicuramente creata dei nemici nel corso degli anni per arrivare ad erigersi nell’Olimpo delle dinastie sportive più importanti d’America: antagonisti potenti, ex giocatori invidiosi dell’importanza e del talento di LaVar e giocatori attuali che temono lo stradominio dei figli nell’NBA che verrà, e che per questo screditano la Famiglia con tutte le loro forze. Un esempio su tutti è Charles Barkley – commentatore televisivo, ex giocatore e membro della Basketball Hall of Fame – uno che sul fatto di essere l’antagonista dei migliori ci ha basato una carriera: lo è stato con Jordan, con Shaq, con LeBron e ora cerca di buttare fango sul povero LaVar, reo di aver solamente intessuto le lodi del figlio Lonzo, che come abbiamo detto diventerà il giocatore di basket più forte della storia (è sempre bene ripeterlo).

LaVar Ball ha anche una sua linea di abbigliamento – the Big Baller Brand – creata per gli amanti del basket genuino, come alternativa allo strapotere delle lobby dello sportswear (in primis il marchio Jordan, a cui spera un giorno di fare concorrenza). Ognuna delle lettere B che compongono il logo del marchio è dedicata a uno dei suoi figli ed è lodevole come tutti e tre siano così appassionati al Brand creato dal padre da aver addirittura chiesto nella letterina a Babbo Natale dei vestiti firmati BBB.

LaVar Ball con le altre due B del suo Brand, LiAngelo e LaMelo

Il buon LaVar quindi, oltre ad essere molto bello e molto bravo a giocare a basket, è anche un genio del marketing: pensate che, dopo aver organizzato i rapporti del figlio con i media per anni, ha lanciato sul mercato il primo paio di scarpe dedicate a Lonzo, le ZO2. Una sneaker assolutamente originale, qualcosa di mai visto prima venduta a niente meno che 495$ sotto lo slogan “If you can’t afford the ZO2, you’re not a real Big Baller“. Un successo straordinario. Più di 400 paia vendute nei primi tre giorni, fatevi un po’ i conti del guadagno.

Ovviamente però, le solite multinazionali cercano di accaparrarsi il futuro Michael Jordan, in un’asta al rialzo per Lonzo. A queste LaVar, tramite i suoi contabili, ha deciso di far sapere il prezzo (ndr. approssimato per difetto) che chiede per liberare il figlio dal ruolo di testimonial del brand di famiglia: 3 miliardi di dollari. 3 billions. 3 B. BBB. E ditemi ancora che non è un genio se ne avete il coraggio.

L’unico difetto del GOAT è che a volte fatica a non manifestare la sua assoluta superiorità. Per esempio recentemente, ha detto a Kyrie Irving che lui e Lonzo semplicemente non possono competere sullo stesso piano perché suo figlio, oltre ad essere logicamente ed univocamente più forte, al contrario del playmaker dei Cavs (la cui madre è morta quando Kyrie aveva quattro anni) ha una famiglia che lo assiste e lo incita a dare il meglio. Il che dovrebbe far intuire che la next biggest thing del basket mondiale ha qualcosa in più rispetto al tutelato valletto di LeBron, anche se LaVar non ha fatto ben capire cosa.

Questa è la famiglia Ball, semplicemente la migliore famiglia del mondo: sempre uniti, sempre sorridenti, sempre fantastici. La famiglia che tutti vorrebbero, con un padre che ama talmente tanto i propri figli da idolatrarli e metterli sempre al primo posto delle sue priorità. Una famiglia senza doppi fini, che si è costruita la sua reputazione unicamente sul fatto di essere così assolutamente perfetta.

O è solo quello che vogliono farci credere?



Classe '96. Studente di Scienze della Comunicazione all'Università di Padova. Tifoso dei Milwaukee Bucks in NBA e della Reyer Venezia in Legabasket Serie A. Rapper e assiduo lettore. Colleziono jerseys, snapbacks, CD e delusioni.


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