Danny Ainge, general manager dei Boston Celtics

Il collezionista




Il mondo del collezionismo è tra i più variegati che ci siano, ormai al giorno d’oggi si può veramente collezionare di tutto. C’è chi raccoglie francobolli, chi swingman d’epoca, chi fumetti… E chi Draft pick. No, quest’ultimo esempio non è lasciato al caso ma decisamente mirato: stiamo parlando di Danny Ainge.

Negli ultimi anni il tanto osannato General Manager dei Boston Celtics ha mandato in porto una moltitudine di affari (molto spesso decisamente convenienti per la sua franchigia, trade con i Brooklyn Nets in primis) che lo hanno portato a mettere le mani su un’enorme quantità di scelte dal Draft. La notizia del giorno è quella dello scambio concluso con i Philadelphia 76ers che ha portato nella città dell’amore fraterno la #1 pick al Draft 2017 di Boston, mentre a prendere la via del Massachusetts è stato un pacchetto di scelte comprendente la #3 al Draft 2017 e una tra la scelta al primo giro 2018 dei Los Angeles Lakers e quella al primo giro 2019 dei Sacramento Kings. Questa trade è però soltanto la punta dell’iceberg, la ciliegina sulla torta per un collezionista a livelli quasi malati. Arrivati a questo punto facciamo quindi un rapido ricapitolo, in cosa consiste l’attuale collezione di Danny Ange?

First round pick 2017 dei Philadelphia 76ers (#3)

First round pick 2018 dei Boston Celtics

First round pick 2018 dei Los Angeles Lakers

First round pick 2018 dei Brooklyn Nets

First round pick 2019 dei Boston Celtics

First round pick 2019 dei Los Angeles Clippers

First round pick 2019 dei Sacramento Kings (se la 2018 dei Lakers cadesse fuori dalle posizioni tra la #2 e la #5)

First round pick 2019 dei Memphis Grizzlies

Sette scelte al Draft in appena tre anni, di cui presumibilmente almeno tre in piena Lottery, impensabile utilizzarle tutte per selezionare prospetti da far crescere con tutta calma, soprattutto se si va a considerare il successo avuto dai Boston Celtics nel corso dell’ultima Regular Season. Eccoci quindi all’interrogativo maggiore che a questo punto per forza di cose attanaglia i tifosi celtici: cosa farsene di tutti questi asset? Intendiamoci, avere una marea di Draft pick è tutt’altro che un problema, ma per renderle veramente un valore aggiunto al roster devono essere utilizzate nel modo giusto… E Danny Ainge non sembra la persona più adatta a farlo.

Il perché? Semplice, perché un collezionista fa fatica a liberarsi di pezzi della sua collezione. Cominciamo con i due esempi più recenti: in fase di Trade Deadline i Celtics avrebbero potuto mettere le mani su uno tra Jimmy Butler e Paul George, due stelle di cui la squadra avrebbe avuto un disperato bisogno in ottica Playoff, eppure il front office ha deciso di non chiudere l’accordo per poter tenere nelle proprie mani più Draft pick future possibili. Scelta giusta? Difficile da dire, i fatti però mostrano dei Celtics totalmente asfaltati dai Cleveland Cavaliers nelle Eastern Conference Finals, al termine di una serie che non ha mai avuto un briciolo di storia. Ovviamente è facile parlare con il senno di poi, e neanche sappiamo se un George o un Butler in più avrebbero consentito a Boston di giocarsela con i Cavs ad armi pari (probabilmente no), ma indubbiamente sarebbe stato un inizio. Un primo passo su cui cominciare a costruire un roster più talentuoso e pronto a strappare lo scettro dell’est dalle mani di LeBron James nell’immediato.

Markelle Fultz

Le possibilità di vedere Markelle Fultz a Boston sono adesso pressoché nulle

Proseguiamo con il secondo esempio: la scelta #1 al Draft 2017 spedita a Philly in cambio della #3 al Draft di quest’anno e di una tra la 2018 dei Lakers e la 2019 dei Kings, presumibilmente entrambe in medio-alta Lottery. I Celtics si sono liberati della pick in loro possesso perché fiduciosi nel backcourt attualmente presente nel loro roster, ma lo hanno fatto anche per avere a disposizione due scelte anziché una. Una pedina in più per la collezione di Danny Ainge. Ma siamo proprio sicuri che la scelta fatta sia stata la più saggia? Anche in questo accordo si era inizialmente parlato di una terza squadra coinvolta (i Chicago Bulls) con il possibile approdo a Boston di una stella (sempre Jimmy Butler), questo avrebbe ovviamente cambiato le carte in tavola, ma l’affare così com’è… Lascia sicuramente qualcosa da recriminare. Selezionare Markelle Fultz avrebbe dato a Boston la possibilità di scegliere cosa fare con Isaiah Thomas nell’estate 2018 (nella prossima stagione guadagnerà solamente 6 milioni di dollari), mentre così facendo l’intenzione dei Celtics sembra chiara: prolungare a cifre enormi (presumibilmente il massimo salariale) i rapporti con un giocatore, ovviamente fenomenale e impressionante per quanto dimostrato nella sua carriera, ma con limiti evidenti. Ad oggi sembra decisamente improbabile che una squadra guidata da IT possa trovarsi a festeggiare il titolo di campione NBA al termine di una gloriosa volata Playoff, così come sembra difficile che un “semplice” pacchetto di giovani prospetti aggiunti a questo gruppo nel corso dei prossimi tre anni possa fare realmente la differenza.

Per Danny Ainge e i Boston Celtics sembra quindi giunto il momento di prendere una decisione definitiva: cominciare a muovere gli asset in proprio possesso per arrivare a una o due stelle e cominciare ad avvicinarsi al livello dei Cavaliers o mantenere intatta dietro a una teca di vetro la collezione di cui il GM va tanto fiero? Una decisione che per molti parrebbe scontata, per un collezionista potrebbe non essere così semplice.

Servono nomi grossi, e per arrivarci serve muoversi adesso. Da DeMarcus Cousins a Paul George, passando per Jimmy Butler e Anthony Davis, Boston vuole tornare a competere per il titolo, non si può continuare ad aspettare che il #23 di Akron si ritiri o cambi costa.

Soprattutto perché adesso anche Philadelphia scalpita…



Ventiduenne italoamericano, diviso tra Firenze e Los Angeles e visceralmente innamorato della palla a spicchi. Cresciuto a pane e Mamba ho un debole per tutto ciò che è romantico, da T-Mac e Allen Iverson a Agent 0 e Vinsanity. Dall'Ottobre 2015 fondatore di NbaRevolution.com assieme a Giuseppe Landi.


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