Forza, intelligenza e futuro: Bam Adebayo, l’ultima intuizione di Riley




Negli ultimi anni, specialmente dopo l’addio di LeBron James, i Miami Heat hanno più di una volta sacrificato qualche draft pick di troppo pur di accaparrarsi giocatori nel tentativo di mantenere il roster a un livello, quantomeno, da playoff. Motivo per cui, con poche scelte a disposizione, esse devono essere sfruttate al massimo, specialmente quando si trattano di pick nella lottery. Nel 2015 Miami pescò con la 10^ scelta assoluta, quasi a sorpresa, Justise Winslow; difatti, il prodotto di Duke era ben quotato, e in molti prevedevano una sua chiamata intorno alla 6^/7^ scelta. Al secondo giro, invece, fu Josh Richardson (40^ pick) il prescelto dalla franchigia della Florida. Saltato il 2016, Miami si ripresenta al draft nell’estate del 2017, dove pescano con la 14^ scelta assoluta. Gli Heat hanno alcuni profili interessanti nel mirino, su tutti Lauri MarkkanenZach CollinsLuke Kennard. Tutti vengono scelti con ampio anticipo rispetto alla scelta 14, e dunque Miami tira fuori dal cilindro il colpo a sorpresa: Bam Adebayo. Il lungo prodotto di Kentucky, secondo i vari mock draft, si sarebbe dovuto attestare intorno alla 20^ scelta.

Cosa si nasconde dietro questa scelta? L’etica lavorativa. La squadra incaricata da Pat Riley di gestire i colloqui pre-draft è composta da tre persone: Chet Kammerer, il figlio Chad e Alonzo Mourning. Durante gli incontri, la triade vuole sapere prima di tutto una sola cosa, dei giocatori a roster chi è che eccelle, appunto, in etica lavorativa. Giunti al colloquio con John Calipari, coach di Kentucky, la domanda posta è stata la stessa. Coach Calipari non ci ha pensato due volte, e la risposta è stata secca: Bam Adebayo. In quel di South Beach si sono subito resi conto che il freshman natio di Newark è un gran lavoratore, e le sue prestazioni sono andate via via crescendo di partita in partita durante la regular season, riuscendo a migliorare in entrambi i frangenti del parquet.

L’allora giocatore di Kentucky Adebayo a colloquio con il suo allenatore John Calipari

Per quanto riguarda la fase difensiva, Miami ha pescato un vero e proprio talento. Adebayo riesce a difendere su più posizioni posizioni, e grazie alla grande mobilità laterale il lungo riesce a scivolare velocemente sui blocchi così da fermare le penetrazioni di esterni più veloci. Non solo questo: a velocità, grande equilibrio e intelligenza difensiva, si aggiungono i piedi, estremamente rapidi per un fisico di 208cm per 116kg. Questo mix porta a un potenziale difensivo di grande livello, come già dimostrato lungo questa stagione, con prestazioni difensive di primissima qualità contro giocatori del calibro di LeBron JamesSteph Curry.

Discorso diverso, invece, per la fase offensiva. Se in difesa Bam Adebayo ha già mostrato le sue grandi potenzialità, in attacco è ancora piuttosto acerbo, ma riesce comunque a fare la differenza nei possessi disegnati da coach Spoelstra. Partiamo da un elemento di grande importanza nel gioco di Miami, ovvero i blocchi. Rispetto al collega (particolarmente svogliato) Hassan Whiteside, il rookie di Kentucky è un gran portatore di blocchi: il timing con cui si posiziona e il contatto con il difensore sono visibilmente migliori rispetto a quelli del centro titolare. Durante lo scorso dicembre, con Whiteside bloccato ai box per infortunio, Adebayo ha guadagnato importanti minuti in cui, con la collaborazione di Kelly Olynyk, ha mostrato le sue capacità il tal senso. Gli screen assist sono passati da 9,1 a partita a 14,7, portando Miami prima con distacco in questa classifica.

Bam Adebayo dimostra la sua fisicità contenendo LeBron James in palleggio

Restando sulla fase offensiva, il fattore principale da sviluppare sarà senza dubbio il tiro. Adebayo si aggira intorno al 50%, tuttavia se ci si allontana dal canestro la percentuale crolla notevolmente, come ad esempio il 25% al tiro da una distanza di 4 metri. La svolta avverrà quando il centro di Miami riuscirà a creare un tiro che sia solido e concreto, un jumper che possa fare le differenza. Chiudiamo con un’altra dote messa in gran mostra da Bam Adebayo. Si tratta del suo ball-handling. Durante la regular season, spesso è capitato che fosse proprio lui ad avviare i possessi offensivi, oltre ad alcuni coast-to-coast dopo un’azione difensiva per andare a concludere a canestro.

Insomma, in una situazione di galleggiamento come quella di Miami, Adebayo sembra essere il prospetto giusto da far crescere e sviluppare, specialmente considerando che l’attuale centro in quintetto, Whiteside, ha sempre più i giorni contati a South Beach. In attesa di vedere il giovane cimentarsi con la prima esperienza ai playoff, i miglioramenti di questi mesi hanno ampiamente convinto Miami: il futuro di Bam Adebayo è molto promettente.



Genovese classe 1997. La passione e l'amore per il basket sono cresciuti di pari passo nel corso degli anni, mentre le doti cestistiche sono rimaste al livello base. Una citazione racchiude tutta l'essenza: "Because limits, like fears, are often just an illusion" - Michael Jordan


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