Team USA

Dalla NBA al Team USA: come cambia lo stile di gioco

Ormai da giorni è iniziata la 31^ edizione delle Olimpiadi e anche il torneo di basket ha preso il via. Il tanto atteso quanto assoluto favorito Team USA ha già disputato le prime due partite contro Cina e Venezuela, vinte rispettivamente per 119-62 e 113-69. In entrambi i match lo starting five è stato lo stesso: Kyrie Irving, Klay Thompson, Kevin Durant, Carmelo Anthony e DeMarcus Cousins. Facendo un’analisi generale sul gioco di squadra, si vede che Coach K ha impostato i possessi su giocate semplici come pick’n’roll alto e gioco in post ai lunghi (soprattutto Cousins). L’elevata qualità dei singoli permette di vincere anche con possessi semplici e, allo stesso tempo, il talento di questi giocatori permette di sopperire a quelle mancanze che ha la NBA rispetto ai tornei FIBA, riguardo lo stile di gioco. Sembra chiaro che il fulcro è Kevin Durant, per le sue mani passano quasi tutti i possessi offensivi. Discorso analogo per DeMarcus Cousins, che si vede spesso recapitare palla sotto canestro.

Se invece facciamo un’analisi più specifica sui singoli componenti del quintetto, confrontando il loro modo di giocare con le proprie franchigie NBA e con quello del Team USA, i risultati sono, in alcuni casi, diversi.

KYRIE IRVING – Il playmaker ricopre pressoché lo stesso ruolo svolto ai Cleveland Cavaliers. Il possesso offensivo parte sempre da lui, per poi essere condiviso con Durant. La differenza principale che si nota se si confrontano queste due partite con la stagione NBA appena terminata è la presenza a canestro. Con i Cavs, Irving ha chiuso la regular season con una media di 19,6 punti a partita, mentre, al momento, ha realizzato rispettivamente 12 e 7 punti. Quello che Coach K vuole dal suo play non sembra essere tanto i punti, quanto la qualità del gioco per il quintetto.

KLAY THOMPSON – Olimpiadi difficili per la guardia dei Golden State Warriors. Spesso sembra che svolga il ruolo di comprimario, essendo tagliato fuori dai possessi, e il suo gioco ne risente fortemente, soprattutto considerando che è un elemento fondamentale nel gioco di Golden State. Le statistiche sono pietose: 1-4 da 2 e 0-7 da 3 in due partite, con all’attivo due soli punti. Apparentemente non dovrebbe svolgere mansioni tanto diverse da quelle richieste da Coach Kerr, eppure la guardia originaria di Los Angeles sta faticando e non poco a entrare nel gioco di Michael Krzyzewski.

KEVIN DURANT – KD, come precedentemente detto, è il fulcro del quintetto USA. Insieme a Irving imposta quasi tutti i possessi offensivi in cui, frequentemente, è lui stesso a concludere a canestro. Sembra essere proprio questo il punto forte dell’attacco del Team USA. Durant è in ottima forma e le statistiche non mentono: 8-9 da 2 e 7-10 da 3. Al momento è il leader indiscusso della spedizione, dimostrandolo fin dall’inizio, e sembra avere tutte le carte in regole per portare il Team USA all’oro olimpico.

CARMELO ANTHONY – L’ala dei New York Knicks, così come Thompson, sembra essere ritagliato più a un ruolo di comprimario, però il suo gioco ne risente meno rispetto alla guardia di Golden State. Ciò nonostante, partecipa più attivamente ai possessi offensivi, andando a prendere tiri da 3, dalla media o attaccando il canestro. Viene impiegato quasi solo da ala grande, così da lasciare il giusto spazio a Durant.

DEMARCUS COUSINS – Il centro di Sacramento è il secondo punto fermo del quintetto, e l’ha dimostrato soprattutto nel match di debutto contro la Cina. Come abbiamo detto, uno delle giocate più usate dal Team USA è il gioco in post al lungo, ovvero Cousins. Contro la compagina asiatica l’ex Kentucky ha registrato 17 punti e, senza considerare i 5 tiri liberi realizzati, i restanti 12 punti sono stati tutti realizzati allo stesso modo, ovvero tramite il gioco in post. Questo è uno dei suoi punti forti e Coach K lo sfrutta ampiamente, così come la forza a rimbalzo.

LE RISERVE – Vista la qualità degli avversari non troppo elevata, con tutto il rispetto, Coach K ha fatto girare molto i giocatori, dando minuti importanti a tutti i componenti della panchina. Al momento l’elemento fondamentale dalla panchina sembra essere Paul George: l’ala di Indiana ha avuto fino a qui molto spazio e l’ha sfruttato al meglio. Discorso analogo per DeAndre Jordan: il centro dei Clippers si alterna spesso con Cousins, sia per dare riposo al giocatore dei Kings, sia per i numerosi falli fatti dallo stesso Cousins. Non si può dire lo stesso per Draymond Green: il giocatore di Golden State è stato impiegato quasi solo da centro e le sue prestazioni non sono state esaltanti. Buone prove per Jimmy Butler, DeMar DeRozan e Kyle Lowry, mentre Harrison Barnes rimane il meno utilizzato dell’intero roster.




Genovese classe 1997. La passione e l'amore per il basket sono cresciuti di pari passo nel corso degli anni, mentre le doti cestistiche sono rimaste al livello base. Una citazione racchiude tutta l'essenza: "Because limits, like fears, are often just an illusion" - Michael Jordan


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