Carmelo Anthony: Eccezzziunale… Veramente?




In questa scena tratta dal film “Eccezzziunale… Veramente 2”, il Ras della Fossa (Diego Abatantuono) si trova ad allenare il Milan ed inizia a distribuire i ruoli in maniera, diciamo, “fantasiosa”. Si fa per scherzare, ma in effetti delle affinità con la situazione di Carmelo Anthony agli Oklahoma City Thunder si possono trovare.

Facciamo un passo indietro

In questa stagione quasi tutte le Stats base di Anthony segnano il minimo in carriera, a cominciare dai minuti giocati. Quando leggiamo/sentiamo in giro dei giudizi tranchant sul giocatore dovremmo far caso anche a questi aspetti, che qualcosa ci dicono. Melo sta giocando oggettivamente meno. Ma non sta solamente giocando meno minuti, è pure molto meno coinvolto nel gioco della squadra rispetto al passato. Minimo in carriera infatti anche nella USG% (23.6%), dove il precedente minimo in carriera era addirittura quello della stagione da rookie 2003-2004 (28.3%).

Minimo in carriera nei punti segnati, 16.9 ad allacciata di scarpe. Non era mai sceso sotto i 20 di media. Minimo in carriera pure nella FG%, 40.8%. Addirittura nei tiri liberi sta viaggiando abbondantemente al minimo in carriera, 76.3%. VORP stagione 2017/2018, unico dato negativo in carriera. -1.1.

La vera bomba è la PIE (una statistica “riassuntiva” sull’impatto del giocatore) che, neanche a dirlo, è la più bassa in carriera. 8.9 in una vita cestistica mai sotto il 10, e comunque vissuta tra 12 e 14. “Stagione pessima. Non si sta adattando al ruolo di terzo violino. È un giocatore finito, dai”.

Ve lo anticipo già, voglio fare l’avvocato del diavolo     

Anche facendo finta che il fatto che Anthony si sia adattato a giocare meno (in entrambe le accezioni del termine, minuti e USG%) non sia un dato a suo favore, già dalle statistiche più immediate (poi approfondiremo il discorso addentrandoci davvero nei meandri delle stats) possiamo abbozzare qualche appunto per la nostra arringa difensiva.

Tralasciando OffRtg, DefRtg, NetRtg (che sono tra le migliori in carriera ma dipendono troppo dal contesto-squadra per poter essere indicative) e il +/- (per lo stesso motivo), già la EFG% (niente di eccezionale, ma in media con le stagioni precedenti) ci deve far alzare il sopracciglio. Se la EFG% è in linea con la media-carriera ma la FG% è la peggiore, vuol dire che Melo sta tirando in maniera diversa rispetto al passato. Il 38.8% dei suoi tiri sono da dietro l’arco, che non solamente è il massimo che ha mai raggiunto, ma quasi doppia la sua media-carriera. Il 37.7% dei suoi punti arrivano infatti dalla linea dei 3 punti.

Rimaniamo quindi su questo sentiero. Il fatto che la FG% sia la sua peggiore potrebbe dipendere semplicemente dal numero maggiore di tiri dalla lunga. In effetti Anthony mette più del 35% delle triple, che non è un dato sconvolgente (non è mai stato uno specialista, è un dato in linea con la media-carriera), ma lo posiziona comunque abbastanza bene nella classifica dei tiratori più affidabili della Lega. Per contestualizzare: Gordon, Cousins, Davis, JR Smith, Kuzma, Covington, Butler sono alcuni tra i giocatori più rappresentativi che la mettono con percentuali simili alle sue. Non tira peggio delle scorse stagioni, tira più triple. Scorporando i valori, tira con il 35% da 3 e il 44% da 2 punti. Non sono numeri eccezionali, ma nemmeno c’è da strapparsi i capelli. Ad essere cambiata, come abbiamo visto, è la distanza media di tiro. Distanza media 17 piedi (anche qui, massimo in carriera), media-carriera 12.6 ft.

A questo punto siamo pronti ad aggiungere alla nostra arringa difensiva un’altra serie di statistiche, per avvicinarci sempre più al momento “eccezzziunale veramente.”

Carmelo Anthony con Russell Westbrook e Paul George, gli altri due componenti dei “Big 3” dei Thunder

Player play-type

Carmelo Anthony in questa annata è semplicemente stato costretto a tornare a livelli pre-2008 di gestione del pallone. Era infatti dalla stagione 2007-2008 che più del 50% dei suoi canestri non venivano da assist. In questa stagione, in particolare, il 54.4% dei FGM di Melo sono assistiti (86.6% delle sue triple segnate). I canestri non assistiti sono quindi ovviamente il 46.6%. Peccato che fino allo scorso anno fossero circa il 57%, l’anno prima il 64%.

Volendo approfondire gli stessi concetti usando altre categorie statistiche, vediamo come si comporta Melo in ISO (concettualmente siamo vicini al discorso “canestro non assistito”) e in situazioni di spot-up (analogamente a quanto proposto per le conclusioni da ISO, qui possiamo intendere queste conclusioni come emblema delle conclusioni assistite). Proponiamo poi un piccolo confronto con quanto visto nelle ultime stagioni a New York.

ISO In queste situazioni, lo sappiamo, il giocatore è sempre stato particolarmente pericoloso e, tutto sommato, anche i numeri di questa stagione lo confermano: 0.93 punti per possesso, 3.3 punti a partita, 42.6% FG%, 44.3% EFG%. Numeri buoni, ma comunque leggermente inferiori a quelli delle ultime due stagioni. Il problema infatti è che oggi solo il 19.4% delle sue conclusioni arriva in isolamento, un valore più basso rispetto al 23% delle due annate precedenti. E perché questo è un problema? Perché è vero che Anthony garantisce comunque numeri discreti da Iso, ma è pur vero che la sua storia sembra dimostrare una sorta di correlazione positiva tra il numero di questi tiri presi e la FG%. In altre parole, entro un certo limite (non è che adesso lo facciamo tirare 70 volte a partita), più tira in isolamento, meglio tira.

Potreste comunque dirmi che ad OKC con George e Westbrook non è poi semplicissimo ritagliarsi troppo spazio in isolamento, che comunque sono in generale tiri a bassa % rispetto ad altri. A parte che OKC è una delle squadre che si passa meno la palla della Lega, il che significa che gli Iso che non si prende Melo se li prende qualcun altro (i Thunder sono i secondi della Lega per Iso, dietro solo a Houston), ma va bene. Passiamo oltre.

SPOT UP – In questa stagione addirittura il 23% delle conclusioni di Melo arrivano invece da situazioni di spot-up. Circa 4 punti a partita, 0.96 punti a possesso, ma solo 36.6% di FG%, con un deludente 49.6% di EFG%. Nella stagione scorsa, solo il 15.2% delle conclusioni arrivava da questo tipo di situazione: 1.22 punti per possesso, 45.5% di FG%, 62% di EFG%

Non è un giocatore da spot-up. È forte, è uno degli attaccanti più prolifici della storia del gioco, può segnare anche da situazioni di spot-up, ma non è un talento particolare in questo senso. Soprattutto se la mole di tiri aumenta, e se le difese avversarie iniziano a percepire il tiro da questa situazione come sua “arma” principale. In questo caso le statistiche sono chiare. All’aumentare dei tiri, diminuisce la qualità del tiro stesso. Carmelo è molto pericoloso da Spot-Up quando questa soluzione è usata “a sorpresa”.

Se deve essere usato così, non ha senso. Tra quelli con un play-type simile a quello descritto (circa il 23% delle conclusioni da Spot-Up), ci sono giocatori molto migliori di lui (Kevin Love, 1.26 punti a possesso, 60.9% EFG%) e molto peggiori di lui (Iguodala, 0.6 punti a possesso, 32.4% EFG%). Ma quello che mi ha colpito, spulciando le statistiche, è che giocatori come Jeff Green (1.06 punti a possesso, 53% EFG%), Dedmon (1.05, 54.8%) e Portis (1.03, 53%) siano più pericolosi di lui.

Paradossalmente, se deve essere usato così, Melo è inferiore a tutti questi giocatori.

Manca un ultimo appunto

Abbiamo visto quindi come Carmelo Anthony stia tirando da più lontano rispetto a quanto fatto finora in carriera. Abbiamo visto poi come siano aumentati i tiri assistiti (nei quali non è un talento particolare) e siano calati i tiri che si crea da solo (nonostante la sua squadra globalmente viva molto di questo, e nonostante lui sia sempre stato uno dei migliori della Lega). Manca qualcosa?

La posizione che ricopre in campo, manca. Il “ruolo”, per quanto sia possibile inquadrarlo esattamente.

Bene. In carriera Melo ha speso circa il 71% dei suoi minuti nel ruolo di ala piccola, il 26% nel ruolo di ala grande. Solo il 4% in altre posizioni. In questa stagione, il 91% dei suoi minuti li spende nel ruolo di ala grande, il 9% nel ruolo di centro. Non ho confuso i giocatori, sempre dello stesso stiamo parlando.

Siamo arrivati al momento “Eccezzziunale…Veramente”

Avete visto il video del film? Il Ras della Fossa che schiera Shevchenko portiere e Dida attaccante?

In questa stagione Carmelo Anthony sta giocando da ala grande, con il pallone relativamente poco nelle mani. Viene chiamato in causa per lo più da situazioni di spot-up e viene usato praticamente come specialista da 3 punti.

Capito perché sta giocando la peggior stagione offensiva della sua vita?



Nato a Dolo (VE) il 17/07/’87, non ama parlare di sé stesso in terza persona, quindi non lo farò. Mi piace scrivere e la scrittura creativa in particolare, mi piace la pallacanestro e la NBA in particolare, per forza di cose mi piace unire le due passioni e scrivere di pallacanestro e non mettere le virgole in particolare quando servono e aggiungere “in particolare” in ogni frase. La possibilità di poter discutere e di potermi confrontare con altri appassionati mi esalta. Nel basket, come nella vita, ho una predilezione particolare per gli “underdog”, gli sfavoriti. Il primo vero amore cestistico non poteva che essere Allen Iverson. Poi però è arrivato LeBron James e ho cambiato idea. Anche io ho studiato delle cose, vissuto delle altre cose e lavorato da qualche parte.


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