NBA All-Star Game 2017

All-Star Game 2017: la simulazione con NBA2k17

L’All-Star Game, come viene ripetuto da anni ormai, ha perso sempre di più lo spirito competitivo e l’intensità che lo contraddistingueva qualche anno fa, ma non per questo la visibilità è diminuita: per la partita di stanotte è previsto il solito, grandissimo pubblico, e le stelle in campo non faranno di certo mancare i classici voli sopra il ferro. Noi, dal canto nostro, abbiamo deciso di fare qualcosa di particolare, ossia tentare (dopo aver modificato quanto di dovere, come vedremo meglio dopo) di simulare la partita con NBA 2K17, il videogioco cestistico più famoso al mondo: la conclusione è stata sorprendente.
DISCLAIMER: siamo perfettamente consci che ciò che abbiamo visto in chiave videoludica molto probabilmente non sarà quello che accadrà stanotte in campo, prendete questo articolo alla leggera, come un semplice esperimento per ingannare il tempo in attesa dell’All-Star Game di stanotte.

DIETRO LE QUINTE – I preparativi non sono stati così rapidi come si potrebbe pensare: innanzitutto abbiamo creato le due squadre con i rispettivi giocatori scaricando il roster ufficiale più aggiornato (quindi si presume con i valori più attinenti alla realtà), spostandoli in due team creati ad hoc e cercando nei server divise e arena adatti. Dopodiché è venuta la parte meno semplice, ossia modificare le sliders (le barre che decidono la probabilità che nel gioco accadano certe azioni): innanzitutto abbiamo quasi azzerato i valori difensivi, alzato le tendenze alla ricerca dell’alley-oop e di tutte le azioni spettacolari e infine incrementato l’abilità nel tiro, per cercare di rendere in game le percentuali molto alte che vedremo stanotte. Una volta fatto tutto ciò, abbiamo cambiato le tattiche, i quintetti e i minutaggi delle due squadre per poi farle scendere (finalmente!) in campo.

IL RISULTATO – Udite udite, l’esperimento sembra essere andato per il meglio anche se con una sorpresa non da poco: a prevalere per 147 a 141 è stato infatti l’Est, molto meno quotato dell’Ovest. Anche il premio di MVP è stato totalmente inaspettato: a portarselo a casa, interrompendo il dominio degli ultimi anni di Russell Westbrook, è stato Jimmy Butler, che con una prestazione da 27 punti, 5 rimbalzi e 3 assist è stato premiato con il trofeo di miglior giocatore della competizione; a contenderselo con lui LeBron James (15 punti, 10 rimbalzi, 2 palle rubate e 3 stoppate) e Isaiah Thomas (19 punti). Dall’altra parte, invece, a prendersi il palcoscenico è stata la coppia più chiacchierata della NBA: Kevin Durant ha tenuto a galla la sua squadra con 29 punti, 4 rimbalzi, 5 assist, 4 palle rubate e il 60% al tiro, mentre Russell Westbrook ha offerto la solita prestazione da vero all-arounder con 11 punti, 7 rimbalzi, 8 assist, 6 palle rubate ma con la macchia di un poco convincente 4-15 dal campo.

Che dire, il videogioco potrebbe aver sbagliato (anzi, molto probabilmente sarà così), ma potrebbe averci offerto qualche spunto di riflessione: come saranno i rapporti tra Westbrook e los four amigos di Golden State? L’Est, inferiore sulla carta, riuscirà a dare battaglia e offrire spettacolo alla pari? E soprattutto, zio Russ riuscirà a portarsene a casa un altro? Questo non lo possiamo sapere, e l’unica cosa che ci resta da fare è contare le ore che mancano a questa notte.



Veneziano, classe 1999. Di professione faccio il tifoso dei Timberwolves e della Juventus, nel tempo libero faccio l'hater dei Lakers e sono caporedattore di NbaRevolution. Se qualcuno conosce dei rituali tribali per vincere una Champions o per arrivare ai Playoff, mi contatti al più presto.


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